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Il pensiero unico e la mercificazione della conoscenza


Il crescente deficit democratico che si registra nella società globalizzata affonda le radici nel fenomeno di concentrazione del potere economico e decisionale nelle mani di poche oligarchie mondiali ma anche nella carenza di informazione e nella disinformazione del cittadino. La mancanza di informazione attutisce la consapevolezza degli eventi che hanno un impatto importante sulla vita quotidiana dell'individuo e lo demotiva dal partecipare attivamente alla società civile diffondendo un profondo senso di frustrazione e di impotenza.

Al tempo stesso, la generalizzazione di un medesimo modello di produzione e di consumo omogeneizza i modi di vita differenziati e concorre all'affermazione di un pensiero unico. Questo contribuisce ad appiattire l'elaborazione di visioni politiche realmente alternative, mentre le garanzie di libertà individuali sembrano minacciate dai mezzi di controllo della vita privata sempre più invasivi.

Nella società occidentale, lo spostamento delle attività economiche dalla produzione di beni alla prestazione di servizi, alla produzione di beni ad alto valore aggiunto e di prodotti finanziari fa sì che la creazione di conoscenza e l'elaborazione dell'informazione diventino sempre più oggetto di transazioni economiche. Ciò si traduce in un accaparramento competitivo delle conoscenze e, sostanzialmente, in una perdita del sapere collettivo di una comunità.

Un'evoluzione che induce quindi individualismo a discapito delle relazioni improntate alla solidarietà e che tende a far passare attraverso la mercificazione anche l'accesso a quella parte della conoscenza che in passato é stata considerata un bene superiore della collettività da fruire gratuitamente ed è stata oggetto di condivisione e di piacere del condividere fra gli uomini. Questa conoscenza è stata finora considerata un bene superiore della collettività da fruire gratuitamente perchè indispensabile alla sopravvivenza stessa dell'uomo. Oggi l'impresa privata ha un'influenza crescente nella creazione di conoscenza - a discapito dell'istituzione universitaria in crisi - e può oramai aspirare al ruolo di attore determinante nella gestione della conoscenza fino a dettare al potere politico l'agenda delle priorità. L'accaparramento del sapere crea dipendenza, riduce interi popoli in schiavitù, sminuisce l'umanità intera.

     

   

 

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