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 | L'Europa sociale: un bilancio |
L'Europa sociale è uno dei temi scelti dalla Presidenza tedesca, in carica al Consiglio dei Ministri per il primo semestre 2007. Ma quale Europa sociale?
Raoul Marc Jennar, ricercatore universitario francese responsabile dell'URFIG (Unità di Ricerca, Formazione e Informazione sulla Globalizzazione) ce ne fa un quadro amaro e allarmante.
"Prima ancora della firma del Trattato di Roma (1957), l'Europa sociale era considerata un obbiettivo sussidiario dell'integrazione europea. Durante i negoziati che avevano preceduto la firma del trattato, si vennero a scontrare due posizioni opposte: quella di coloro che volevano che l'armonizzazione sociale fosse una condizione necessaria per il passaggio alla seconda fase del mercato comune e quella di chi vi si opponeva. Quest'ultima posizione ebbe il sopravvento, anche grazie all'appoggio di Robert Marjolin, vice presidente della delegazione francese durante quei negoziati e sostenitore del CNPF (l'associazione degli industriali francesi). Il Trattato affermerà soltanto che il progresso sociale deve far parte dell'obbiettivo generale e che "un mercato che funzioni in modo armonizzato favorirà l'armonizzazione sociale".
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