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2004, anno del Trattato Costituzionale Europeo

Duemilaquattro è il titolo che prende questa sezione di informazione a sottolineare un anno cerniera per l'Europa, punto di non ritorno del processo avviato con il trattato di Maastricht e punto di partenza di una nuova Europa a 25 difficile da governare. Emblema dell'anno 2004 è il trattato costituzionale europeo firmato a Roma il 29 ottobre. Di questo trattato, patto fra Stati promosso in nome dei cittadini europei, non si è parlato abbastanza. Così sono molti i cittadini che ignorano l'impatto che esso avrà sulla loro vita quotidiana, come sono pochi i cittadini italiani consapevoli delle profonde modifiche che il trattato europeo apporta alla Costituzione italiana.

 La flessicurezza

Un economista belga, Henri Houben, ci spiega cosa significa questo termine così astruso e quali sono le consegnenze allarmanti della sua applicazione sulla vita dei lavoratori dipendenti:


Sconvolgimento nel codice della strada: la nuova parola chiave è flessicurezza. le nuove regole non riguarderanno più la sicurezza e la condanna delle azioni che la mettono in pericolo. Le autorità insisteranno piuttosto sulla combinazione tra flessibilità e sicurezza.


Di fatto si tratterà di privilegiare le traiettorie individuali di ognuno, di ogni veicolo. Quelli che vogliono andare veloci devono poterlo fare. Per cui un regolamento di sicurezza totale frenerebbe queste iniziative, soprattutto quando si tratta di limiti di velocità. Altre regole rischiano pure di scomparire, come la precedenza a destra o il rispetto dei segnali stradali: bisogna lasciare ad ognuno la libertà di realizzarsi. È quindi necessario un altro metodo di protezione.


Le autorità pubbliche hanno perciò deciso di offrire corsi individuali, forniti anche da società private ed un sistema di verifiche individuali. La sicurezza sarà quindi garantita dalla capacità di ognuno di guidare e di saper circolare in questo nuovo sistema. Agli incroci saranno appostate delle ambulanze per poter intervenire rapidamente in caso di incidenti.

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Un economista belga, Henri Houben, ci spiega cosa significa questo termine così astruso e quali sono le consegnenze allarmanti della sua applicazione sulla vita dei lavoratori dipendenti:

Sconvolgimento nel codice della strada: la nuova parola chiave è flessicurezza. le nuove regole non riguarderanno più la sicurezza e la condanna delle azioni che la mettono in pericolo. Le autorità insisteranno piuttosto sulla combinazione tra flessibilità e sicurezza.

Di fatto si tratterà di privilegiare le traiettorie individuali di ognuno, di ogni veicolo. Quelli che vogliono andare veloci devono poterlo fare. Per cui un regolamento di sicurezza totale frenerebbe queste iniziative, soprattutto quando si tratta di limiti di velocità. Altre regole rischiano pure di scomparire, come la precedenza a destra o il rispetto dei segnali stradali: bisogna lasciare ad ognuno la libertà di realizzarsi. È quindi necessario un altro metodo di protezione.

Le autorità pubbliche hanno perciò deciso di offrire corsi individuali, forniti anche da società private ed un sistema di verifiche individuali. La sicurezza sarà quindi garantita dalla capacità di ognuno di guidare e di saper circolare in questo nuovo sistema. Agli incroci saranno appostate delle ambulanze per poter intervenire rapidamente in caso di incidenti.
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 Governance e governamentalità

Pubblichiamo un articolo di Salvo Vaccaro, Docente di Filosofia della Politica all’Università di Palermo, intervenuto nel dibattito aperto sul Forum UCC a proposito del ruolo dello stato.

La filosofia occidentale sin dal tempo dei suoi esordi, e la filosofia politica in particolare dall’età moderna, si sono sempre preoccupate di governare il flusso caotico degli eventi imponderabili e contingenti attraverso un taglio di stabilizzazione che lo imbrigliasse incanalandolo verso una struttura di stabilità a cui si è dato il nome di stato, nonché attraverso una forma di pensiero statuale che pre-apprestasse gli strumenti di razionalizzazione al fine di governare l’anarchia del pensiero riducendola a griglie concettuali standardizzabili, prevedibili, ricorsive, ripetibili (il sapere scientifico nelle sue varie discipline di esattezza) ovvero a schemi categoriali di cui enunciare con piglio assertorio l’indiscutibilità di una verità speculativamente affermata (il sapere filosofico nella sua pretesa fondativa di verità metafisiche).

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 Capitalismo cognitivo, ruolo della conoscenza e controllo sociale

Contributo di Andrea Fumagalli per il controlessico

Quando si parla di tecnologia della comunicazione, di capitalismo delle reti, di società della conoscenza si intendono diverse realtà, spesso usate a sproposito e spessi fra loro frammischiate.
Quando si parla di sapere, formazione, competenze, conoscenze, si fa riferimento a concetti che qualche volta rimandano ad analogie (sinonimi) altre volte presentano sfaccettature differenziate.


L’assunto di partenza è che a più di un quarto di secolo dalla crisi del paradigma taylorista-fordista-keynesiano e dopo un decennio di studi e di analisi sulle nuove forme della produzione e dell’organizzazione sociale, è possibile mettere in luce alcuni elementi portanti che caratterizzano in modo strutturale ed irreversibile il nuovo paradigma produttivo, organizzativo e sociale che opera nel nord-capitalistico del pianeta e che chiamiamo “dell’accumulazione flessibile” (meglio) o “post-fordista” (peggio) e anche “capitalismo cognitivo”.




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 I mestieri perduti dei nuovi precari

MICHELE SERRA (La Repubblica 25 maggio 2007)




Non devi arrabbiarti se il cameriere ti porta la colazione venti minuti dopo l’ordinazione, e gli cadono le posate per terra. Non può fare di meglio, perché non è un cameriere. Devi avere pazienza, nella lunga coda davanti alla cassa del posto di ristoro: la cassiera deve chiedere ai baristi (gridando) come diavolo funziona la cassa. Allo stesso modo il giovane installatore (in sub-sub-appalto) che deve passare le fibre ottiche dal cavedio condominiale al tuo appartamento ci mette mezza giornata perché non sa bucare il muro e teme di fare danni: perché non è un installatore. E la gentile ragazza del call-center, poveretta, per forza non è capace di darti alcuna indicazione su come affrontare il tuo black-out sul sistema satellitare: perché non è un tecnico.

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 L'Europa sociale: un bilancio

L'Europa sociale è uno dei temi scelti dalla Presidenza tedesca, in carica al Consiglio dei Ministri per il primo semestre 2007. Ma quale Europa sociale?

Raoul Marc Jennar, ricercatore universitario francese responsabile dell'URFIG (Unità di Ricerca, Formazione e Informazione sulla Globalizzazione) ce ne fa un quadro amaro e allarmante.




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 Oltre il terzomondismo una speranza per tutto il pianeta

Bruno Amoroso ci ha mandato un articolo pubblicato su "Mosaico di Pace" in cui interviene in modo incisivo nel dibattito sulla globalizzazione e la mondializzazione, affermando che " i poteri forti, finanziari e tecnologici hanno scelto di mantenere la “sostenibilità” del pianeta restringendo la crescita ai ceti sociali ricchi dei paesi forti e bloccando quella degli altri ceti e paesi, sia a Nord sia a Sud.
18 agosto 2006

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 LE VIE DEL ... DENARO (4/4)

Dopo aver denunciato la criminalità dell’attuale sistema economico, Bruno Amoroso propone un’alternativa che implica scelte radicali da parte di tutti:

“Ricreare i mercati delle comunità opponendosi alle economie di mercato, rivalutare i saperi opponendo alla società della conoscenza la conoscenza delle società, de-mercificare e de-monetizzare la produzione ed i consumi tornando ai beni ed al loro uso ragionevole e sobrio, riportare nella società civile e nelle famiglie quelle funzioni che lo stato e la globalizzazione hanno espropriato, ri-programmare la loro gestione ed il loro governo, ricollegare tutto ciò che nella vita pubblica e privata la modernità ha segmentato.

È in questo programma così ambizioso che, nel suo piccolo, si pone l’Università etica per la Condivisione della conoscenza, chiedendo a tutti di dare una mano.

26 giugno2006

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 LE VIE DEL ... DENARO (3/4)

Dal concetto di “profitto capitalistico” di Marx alla globalizzazione dell’economia capitalistica produttrice di “apartheid globale”. Pesanti sono le accuse che Amoroso lancia all’attuale sistemica economico mondiale che mira ad “una sostenibilità da raggiungere restringendo i consumi popolari nei paesi industrializzati e limitando l’accesso ai beni necessari a tutti gli altri paesi, ma senza toccare i consumi della parte ricca della popolazione dei paesi industriali ed il connesso modello di sviluppo. Una nuova gestione sapiente delle risorse del pianeta, da controllare con strumenti avanzati dell’economia di guerra e con il drenaggio periodico delle risorse finanziare mondiali mediante le "crisi" finanziarie internazionali.”

19 giugno 2006

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 LE VIE DEL ... DENARO (2/4)

In questa seconda parte Bruno Amoroso presenta il denaro come è stato considerato nei secoli, da S. Francesco a Saint-Exupéry de "Il Piccolo Principe", fino a Keynes e a Federico Caffè, maestro di Amoroso stesso.

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