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nuovi
stili di vita partecipativi
Con questi riferimenti etici, la
sostenibilità
del sistema globale richiede nuovi
stili
di vita che risultino da una percezione della qualità
della vita più rispettosa dell’identità territoriale e di quella
individuale. Richiede anche che i modi di produrre e di consumare
siano socialmente equi e compatibili con la preservazione del
pianeta, sino a dare nuovamente spazio alla contiguità fisica ed
alla prossimità di convivenza e di radicamento. Valorizzare le
specificità locali significa anche promuovere
forme partecipative
fortemente
improntate all’analisi critica e ad una dimensione progettuale
orientata al bene comune, ciò che non sembra essere patrimonio della
cultura che prevale attualmente. La dimensione dell’analisi e quella
del progetto si rivelano infatti sempre più condizionate dalla
monetizzazione delle relazioni umane e quindi dalla solvibilità
degli individui. Appare quindi centrale all’UCC - ed è difatti suo
elemento fondante – che nella ricerca di nuovi stili di vita
improntati alla sostenibilità si esplorino le potenzialità offerte
dalla pratica della
condivisione della
conoscenza.
Si tratta di una dimensione relazionale in
cui il contributo conoscitivo che ciascun individuo può
apportare al bene comune non viene “mediato” o inibito da un
rapporto utilitaristico di scambio proprio dell’economia della conoscenza,
ma si realizza in una relazione di condivisione che incentivi
ulteriormente le forme partecipative ed, in ultima analisi, consenta
di esprimere al massimo il potenziale creativo di una
collettività.
l’informazione trasparente
Uno
degli ostacoli che si oppongono al processo partecipativo risiede
nella difficoltà di correlare il concorso critico
del cittadino alla
realizzazione del
Bene comune
con la trasparenza dell’informazione, specie in
un contesto in cui molti privilegi si poggiano proprio sulla
disinformazione. Fa parte di questo contesto la chiara separazione
del rapporto di causalità tra gli accadimenti dello spazio
territoriale e quelli delle dimensioni regionale e globale. Le
modalità di elaborazione dell’informazione
trasparente, gli strumenti e le tecniche per veicolarla, le
metodologie per stimolare la lettura critica degli eventi e per
effettuare i riscontri con le problematiche del proprio territorio
sono tutti campi dell’attività di ricerca dell’UCC. In essi sta
prendendo uno spazio particolare la pratica della
metodologia induttiva.
L’approccio reticolare
Questi
interrogativi ed altri ancora guidano l’attività di ricerca e le
sperimentazioni dell’UCC sul territorio. Si tratta di un’attività a
piccoli passi che richiede continui aggiustamenti di direzione
suggeriti dalle risultanze del lavoro sul territorio e dai tentativi
di mettere in
rete
– in
un’ottica di solidarietà - i flussi di conoscenza tra l’esperienza
della prossimità e del radicamento e la realtà della dimensione
globale.
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