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Una rete sinergica di
servizi
Sin dall’inizio, la dimensione nazionale della proposta e l’intuizione
che la condivisione della conoscenza prodotta dalle realtà locali
dovesse metterle in relazione su un piano di parità diedero
all’iniziativa un carattere di rete, che faceva prevalere l’appartenenza
istituzionale sulla visibilità personale o sulle cariche sociali. Si
è trattato di una volontà precisa che ha trovato conferme successive
nella scelta di non prevedere una sede fisica per l’Università, di
non dare risalto ai nomi dei membri del Comitato e di non
avvantaggiarsi del nome di personalità non direttamente impegnate
nel progetto anche se simpatizzanti. Tuttavia, rispetto alle reti
che si ispirano al modello organico di rete neuronale, alcune figure
amministrative di coordinamento sono qui state ritenute uno
strumento necessario per implementare gli aspetti “imprenditoriali”
dell’iniziativa.
Gli esiti delle prime sperimentazioni e gli incontri conviviali che
periodicamente hanno avuto luogo a Firenze, a Bologna, a Palermo o a
Frascati hanno offerto importanti elementi di riflessione sul
modello operativo (associazione o rete) da adottare, a prescindere
dalle esigenze che determineranno alla fine la natura della
personalità giuridica dell’UCC. Ad oggi, gli obiettivi del Comitato
promotore restano confermati: approfondire la conoscenza delle
realtà locali e del contesto sistemico in cui operano verificando la
domanda di servizi cui l’Università etica potrà dare risposta. Al
tempo stesso, le sperimentazioni condotte dagli Osservatori Attivi e
la pratica in rete della condivisione della conoscenza consentiranno
di focalizzare meglio metodologie e tematiche di lavoro, come pure
di perfezionare le competenze organizzative e finanziarie dell’ente
che gestirà l’Università etica.
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consulta:
ALBO
GIOVANI PROFESSIONI

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