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2.
LA CONDIVISIONE DELLA
CONOSCENZA
Ciascun individuo è portatore di una conoscenza che si può definire
come la capacità di vivere in simbiosi con il proprio territorio. Si
tratta della conoscenza che permette all'indigeno dell'Amazzonia di
vivere nella foresta dove un occidentale non sopravviverebbe che
pochi giorni e viceversa. Essa non si acquisisce soltanto a scuola
ma lungo tutto l'arco della vita attraverso l'esperienza di
relazione con il territorio ed i simili che lo abitano. La
conoscenza individuale è in qualche modo interdipendente dalla
conoscenza degli altri abitanti di un territorio ed arriva a
caratterizzare una determinata comunità locale perché presenta
tratti comuni a tutti gli individui che ne fanno parte. Così, i
fattori ambientali e climatici di un paese del nord Europa
favoriranno lo sviluppo della lavorazione del legno mentre nel
Mediterraneo prevarrà il ricorso ai materiali lapidei; la rigidità
del clima nordico imporrà una maggiore attenzione all'alternarsi
delle stagioni e quindi ai tempi di esecuzione dei lavori stagionali
mentre nel Mediterraneo il tempo verrà percepito come meno
importante rispetto alla relazione con il diverso che si affaccia
dall'altra parte del mare….
Sviluppare, negli individui di una comunità locale, la
consapevolezza della propria conoscenza e favorirne la condivisione
vuol dire stimolare la partecipazione alla vita della comunità e
l'assunzione della responsabilità collettiva. Parimenti può dirsi
della condivisione della conoscenza fra comunità locali che avranno
modo così di confrontarsi sulla natura di ciò che è bene per tutti
ovvero sul bene comune.
§
le giornate
MED
Le
giornate di studio sul Mediterraneo, tenutesi presso l'Università di
Palermo nel dicembre 2005, costituiscono il primo tentativo dell'UCC
di mettere a confronto comunità locali del Meridione italiano su un
tema legato alla propria regione: Un Mediterraneo sostenibile
pensato dal Sud.
Lo
spunto era offerto dalla Strategia di Lisbona lanciata cinque anni
prima dalla Comunità europea per creare una zona di libero scambio
fra i paesi del Mediterraneo. Oggi la strategia può considerarsi
fallita ma gli interessi che l'avevano motivata persistono e mirano
agli stessi obiettivi per strade diverse. La verifica proposta dall'UCC
con le Giornate di studio MED partiva da una constatazione:
la strategia era ignorata dalle popolazioni della regione
mediterranea ed era ignorata dai mezzi di diffusione di massa. Chi
l'aveva quindi decisa? In risposta a quali interessi? Quale impatto
avrebbe avuto la strategia per le comunità locali in caso di
riuscita? Come si conciliava la strategia di Lisbona con la visione
che motivava le azioni e le scelte delle comunità locali.
L'evento
si è sviluppato attorno a tre attività/luoghi principali:
-
l'agorà
spazio di incontro fra le realtà locali in cui erano stati
esposti i pannelli che presentavano i gruppi presenti
all'incontro, i loro scopi e le loro attività;
-
le
sessioni di studio in seduta plenaria
con le relazioni di studiosi, ricercatori ed esperti
delle tematiche selezionate per le giornate di studio;
-
i gruppi di lavoro
che si riunivano ogni pomeriggio per rivedere le
esperienze delle varie comunità locali alla luce delle relazioni
presentate nel corso delle sessioni. I risultati di questi
lavori sono poi confluiti in una sessione plenaria di sintesi.
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