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attività università etica
riunione al Parlamento Europeo
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    INDICE     

1.  La formazione condivisa

2. La Condivisione della

    Conoscenza

     2.1 le Giornate MED

    2.2 la disseminazione 

3.  L'accesso alla conoscenza

      complessa

      3.1 la lettura complessa

            a. Europa 2013

            b. Lisbona 2010

            c. accompagnamento al

                Festival dell'Economia

            d. i bisogni dei bambini e   

                delle bambine

      3.2 l' informazione trasparente

           a. le informative

           b. i documenti di riferimento

 

 

 

 

 

2. LA CONDIVISIONE DELLA CONOSCENZA

Ciascun individuo è portatore di una conoscenza che si può definire come la capacità di vivere in simbiosi con il proprio territorio. Si tratta della conoscenza che permette all'indigeno dell'Amazzonia di vivere nella foresta dove un occidentale non sopravviverebbe che pochi giorni e viceversa. Essa non si acquisisce soltanto a scuola ma lungo tutto l'arco della vita attraverso l'esperienza di relazione con il territorio ed i simili che lo abitano. La conoscenza individuale è in qualche modo interdipendente dalla conoscenza degli altri abitanti di un territorio ed arriva a caratterizzare una determinata comunità locale perché presenta tratti comuni a tutti gli individui che ne fanno parte. Così, i fattori ambientali e climatici di un paese del nord Europa favoriranno lo sviluppo della lavorazione del legno mentre nel Mediterraneo prevarrà il ricorso ai materiali lapidei; la rigidità del clima nordico imporrà una maggiore attenzione all'alternarsi delle stagioni e quindi ai tempi di esecuzione dei lavori stagionali mentre nel Mediterraneo il tempo verrà percepito come meno importante rispetto alla relazione con il diverso che si affaccia dall'altra parte del mare….

Sviluppare, negli individui di una comunità locale, la consapevolezza della propria conoscenza e favorirne la condivisione vuol dire stimolare la partecipazione alla vita della comunità e l'assunzione della responsabilità collettiva. Parimenti può dirsi della condivisione della conoscenza fra comunità locali che avranno modo così di confrontarsi sulla natura di ciò che è bene per tutti ovvero sul bene comune.

 §  le  giornate MED

Le giornate di studio sul Mediterraneo, tenutesi presso l'Università di Palermo nel dicembre 2005, costituiscono il primo tentativo dell'UCC di mettere a confronto comunità locali del Meridione italiano su un tema legato alla propria regione: Un Mediterraneo sostenibile pensato dal Sud.

Lo spunto era offerto dalla Strategia di Lisbona lanciata cinque anni prima dalla Comunità europea per creare una zona di libero scambio fra i paesi del Mediterraneo. Oggi la strategia può considerarsi fallita ma gli interessi che l'avevano motivata persistono e mirano agli stessi obiettivi per strade diverse. La verifica proposta dall'UCC con le Giornate di studio MED partiva da una constatazione: la strategia era ignorata dalle popolazioni della regione mediterranea ed era ignorata dai mezzi di diffusione di massa. Chi l'aveva quindi decisa? In risposta a quali interessi? Quale impatto avrebbe avuto la strategia per le comunità locali in caso di riuscita? Come si conciliava la strategia di Lisbona con la visione che motivava le azioni e le scelte delle comunità locali.

L'evento si è sviluppato attorno a tre attività/luoghi principali:

  •      l'agorà spazio di incontro fra le realtà locali in cui erano stati esposti i pannelli che presentavano i gruppi presenti all'incontro, i loro scopi e le loro attività;

  •      le sessioni di studio in seduta plenaria con le relazioni di studiosi, ricercatori ed esperti   delle tematiche selezionate per le giornate di studio;

  •      i gruppi di lavoro che si riunivano ogni pomeriggio per rivedere le esperienze delle varie comunità locali alla luce delle relazioni presentate nel corso delle sessioni. I risultati di questi lavori sono poi confluiti in una sessione plenaria di sintesi. (Vai alla pagina seguente)

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